Che cos’è la serializzazione dei farmaci?

La serializzazione dei farmaci ha lo scopo di rafforzare il controllo sulla loro vendita e distribuzione.

In Polonia è stata avviata la verifica dell’autenticità dei medicinali il 9 febbraio 2019: proprio a partire da tale data sono in vigore le nuove disposizioni (ai sensi del Regolamento delegato (UE) 2016/161 della Commissione, la cosiddetta “Direttiva antifalsificazione” – ovvero la Direttiva 2011/62/UE dell’8 giugno 2011 relativa alla prevenzione dell’immissione di medicinali contraffatti nella catena di distribuzione legale).

La direttiva contro la contraffazione e la serializzazione

La direttiva contro i medicinali contraffatti (FMD – Falsified Medicines Directive) mira a istituire un sistema europeo di banche dati grazie al quale le farmacie, i grossisti e gli altri soggetti che forniscono medicinali ai pazienti possano verificare l’autenticità dei prodotti farmaceutici prima della loro consegna.

I produttori di medicinali hanno l’obbligo di inserire nel sistema europeo di banche dati gli identificatori univoci che consentono alle farmacie di verificare l’autenticità di ogni confezione di medicinale dispensata tramite il Sistema Nazionale di Verifica dei Medicinali (NMVS – National Medicines Verification System).

I suddetti sistemi nazionali sono collegati tra loro dal Sistema europeo di verifica dei medicinali (EMVS – European Medicines Verification System). Il suo compito consiste nel trasmettere i dati relativi ai prodotti medici serializzati tra gli Stati membri dell’UE.

Il sistema PLMVS fa parte del sistema europeo di verifica dei medicinali (EMVS) e consente di verificare l’autenticità dei medicinali.

Serializzazione e contraffazione dei medicinali

Il mercato farmaceutico si trova da anni a dover affrontare il fenomeno estremamente preoccupante e in rapida espansione della contraffazione dei prodotti farmaceutici, che si aggrava di anno in anno. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ben l’1% dei medicinali venduti nei paesi sviluppati potrebbe essere contraffatto. Questo fenomeno pericoloso riguarda addirittura il 50% dei medicinali venduti tramite Internet! La risposta a questo problema è proprio un sistema di controllo volto a verificare l’autenticità dei prodotti medici.

Obiettivi della serializzazione dei medicinali

I medicinali contraffatti sono quelli che contengono una quantità inferiore di principi attivi, principi attivi diversi o che ne sono del tutto privi. La contraffazione può riguardare anche le confezioni; pertanto, ai sensi della direttiva anticontraffazione, il produttore del medicinale è tenuto ad applicare doppie misure di sicurezza (le cosiddette «Safety Features») su ogni confezione del medicinale. Ciò vale per tutti i medicinali soggetti a prescrizione medica, nonché per alcuni medicinali da banco.

Le doppie misure di sicurezza nella serializzazione sono:

A chi si applica la serializzazione dei medicinali?

 La serializzazione riguarda ogni operatore della filiera di distribuzione dei medicinali, ovvero:

Ciascuno dei soggetti sopra indicati dovrebbe predisporre sistemi e procedure che consentano l’adempimento degli obblighi di legge. Tuttavia, la scelta dei sistemi informatici da utilizzare spetta a ciascun soggetto.


Sistema europeo di verifica dell’autenticità dei medicinali (EMVS) possiamo quindi definirlo l'insieme di tali sistemi informatici (una piattaforma informatica supportata dai processi aziendali dei singoli soggetti della catena di approvvigionamento). La parte fondamentale del database EMVS è gestita dall’Organizzazione europea per la verifica dell’autenticità dei medicinali (EMVO), nonché le Organizzazioni nazionali per la verifica dell’autenticità dei medicinali (NMVO). In Polonia si tratta della Fondazione KOWAL.

Domande più frequenti (FAQ) relative alla serializzazione dei medicinali

La direttiva anti-contraffazione mira, tra l’altro, a creare un sistema europeo di banche dati grazie al quale l’intera catena di fornitura (ad esempio, grossisti, farmacie ecc.) possa verificare l’autenticità dei prodotti medicinali prima della loro consegna al paziente. I produttori di medicinali hanno l’obbligo di inserire nel sistema europeo di banche dati identificatori univoci (UI), grazie ai quali le farmacie possono verificare l’autenticità di ogni confezione di medicinale consegnata al paziente avvalendosi a tal fine del Sistema nazionale di verifica dei medicinali (NMVS, National Medicines Verification System). Il Sistema europeo di verifica dei medicinali (EMVS, European Medicines Verification System) funge da router che collega tra loro i singoli sistemi nazionali e consente il trasferimento dei dati relativi ai medicinali serializzati tra gli Stati membri dell’Unione Europea. Le nuove disposizioni, e con esse l’avvio delle verifiche di autenticità dei medicinali, sono in vigore dal 9 febbraio 2019.

La direttiva anticontraffazione si applica a tutti gli Stati membri dell’Unione europea, nonché ai quattro Stati membri dell’EFTA (Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein). Il regolamento delegato ha stabilito un periodo transitorio di sei anni per l’Italia, la Grecia e il Belgio (paesi che dispongono di propri modelli di serializzazione). È importante sottolineare che il Belgio ha deciso di attuare l’EMVO entro il termine previsto per gli altri Stati membri dell’UE.

Tali misure di sicurezza sono costituite da 2 elementi:

  • UI – identificativo, unico per ogni confezione, ovvero una sequenza di caratteri codificata in un codice bidimensionale (2D), che consente di identificare e verificare l’autenticità della confezione in questione;
  • ATD (dispositivi antimanomissione) – elemento che impedisce la manomissione della confezione; la sua funzione è quella di verificare che la singola confezione non sia stata aperta in precedenza.

I produttori stampano su ogni confezione di medicinale un identificativo (codice 2D) che comprende quattro elementi: 1. il codice del prodotto che consente di identificare: il nome, la denominazione comune, la forma farmaceutica, il dosaggio, la dimensione della confezione e il tipo di confezione (in Polonia si tratta del codice GTIN); 2. il numero di serie, ovvero una sequenza di caratteri numerici o alfanumerici di lunghezza massima pari a 20 caratteri, generata da un algoritmo di randomizzazione deterministico o non deterministico; 3. il numero di lotto; 4. la data di scadenza.

Prima di immettere sul mercato i medicinali soggetti a serializzazione, i produttori devono inserire nel router europeo (il cosiddetto “EU Hub”) un elenco di codici corrispondente a tutte le confezioni di un determinato prodotto. Il codice di identificazione univoco (UI) è riportato sulla confezione sia in formato alfanumerico che sotto forma di codice 2D, ovvero un codice bidimensionale. La singola confezione di un medicinale viene identificata tramite la scansione del codice 2D presente sulla confezione stessa, il che consente di verificarne la presenza nel sistema di database.

A partire dal 9 febbraio 2019, tutti i medicinali soggetti a serializzazione e immessi in commercio devono essere provvisti non solo di un codice 2D, ma anche di un codice ATD e di un identificativo univoco. Nella fase iniziale di funzionamento del sistema di banche dati (per circa 3 anni dal suo avvio), sul mercato sono disponibili prodotti immessi in commercio prima del 9 febbraio 2019 che non dispongono delle misure di sicurezza richieste dalla FMD e dal regolamento delegato. Tali prodotti sono a disposizione dei pazienti fino al momento della vendita o alla scadenza della data di validità. Trascorsi i suddetti 3 anni, oltre 90% prodotti saranno dotati delle misure di sicurezza. La constatazione della loro assenza sulla confezione di un determinato prodotto non dovrebbe comportare il rifiuto di dispensare il medicinale al paziente.

Il regolamento delegato (UE) 2016/161 della Commissione europea prevede la possibilità di ripristinare lo stato dell’identificatore univoco del medicinale (UI) a quello precedente entro 10 giorni dalla sua modifica, a condizione che siano soddisfatti i seguenti requisiti:

– sulla confezione del medicinale la data di scadenza non è ancora scaduta,

– la confezione in questione non risulta nel sistema delle banche dati come ritirata dal mercato, destinata alla distruzione o rubata e la persona che esegue l’operazione di ripristino non è a conoscenza del fatto che la confezione sia stata oggetto di furto,

– la persona che esegue l’operazione di ripristino dispone della stessa autorizzazione o dello stesso diritto e opera nella stessa struttura della persona che in precedenza aveva revocato l’identificatore univoco,

– il medicinale non è stato consegnato al paziente.

La FMD non prevede restrizioni relative alla disponibilità dei medicinali provenienti dall’importazione parallela, ma impone solo l’obbligo di serializzazione; ciò significa che tali prodotti saranno dotati delle misure di sicurezza richieste e che le informazioni relative saranno disponibili nella banca dati nazionale.

L’ATD (dispositivo antimanomissione) è una delle misure di sicurezza (le cosiddette “Safety Features”) previste dal regolamento delegato, che consente di accertare se una determinata confezione di medicinale sia stata precedentemente aperta. Un’altra misura di sicurezza è rappresentata dall’UI (identificatore univoco). In pratica, l’ATD si presenta sulle confezioni sotto forma di sigilli in pellicola, fascette o imballaggi che richiedono la rottura del sigillo al momento dell’apertura.

Qualora venga riscontrata una violazione del dispositivo di sicurezza contro l’apertura (ATD), indipendentemente da chi chiunque ne sia responsabile, è tenuto a segnalare immediatamente il fatto alle autorità competenti e il medicinale in questione non deve essere ulteriormente distribuito. La procedura dettagliata da seguire in tale caso è descritta negli articoli 18 e 24 del regolamento delegato 2016/161.

Non si prevede tale necessità, salvo in un unico caso: al fine di suddividere il contenuto della confezione tra un numero maggiore di pazienti.

La direttiva FMD (Falsified Medicines Directive), nota come Direttiva antifalsificazione, è stata adottata per motivi di sicurezza: ha lo scopo di proteggere la catena di distribuzione legale europea dall’immissione sul mercato di medicinali che potrebbero essere contraffatti. Si tratta della Direttiva 2011/62/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2011, che modifica la direttiva 2001/83/CE recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso umano.

I prodotti farmaceutici contraffatti sono, ad esempio, medicinali che contengono una quantità inferiore di principi attivi o che ne sono del tutto privi, oppure che contengono principi attivi diversi. La contraffazione può riguardare anche la confezione stessa o i relativi dispositivi di sicurezza. Possono trattarsi anche di medicinali o confezioni rubati e reimmessi in commercio. La fonte più comune di tali prodotti contraffatti sono i venditori che li offrono illegalmente, ad esempio su Internet o nei mercatini. Tuttavia, capita anche che l’ispettorato farmaceutico o altri organismi competenti in materia individuino medicinali contraffatti all’interno della catena di distribuzione legale. Al fine di garantire un maggiore controllo in merito, è stato introdotto l’obbligo di apporre sulla maggior parte delle confezioni dei medicinali soggetti a prescrizione medica due tipi di dispositivi di sicurezza: un identificativo univoco per ogni confezione (UI) ed elementi che impediscono la manomissione della confezione (ATD, anti-tempering devices).

Circa 10 anni fa sono stati avviati i lavori per l’attuazione della FMD e la direttiva è stata infine adottata nel 2011. La Polonia ha partecipato attivamente al processo di elaborazione della direttiva a livello della Commissione europea. L’Ordine Nazionale dei Farmacisti ha trasmesso le proprie osservazioni tramite il PGEU (Pharmaceutical Group of the European Union), di cui è membro. Nel febbraio 2016 è stato pubblicato il regolamento delegato, frutto dei successivi lavori sui dettagli tecnici della serializzazione e dei sistemi di verifica; le sue disposizioni sono entrate in vigore nel febbraio 2019. La creazione dell’EMVS e dei sistemi nazionali di database si è basata su un modello che ha dovuto tenere conto dei numerosi soggetti coinvolti nelle attività nell’ambito dei cinque settori fondamentali della catena di distribuzione: produttori di farmaci innovativi, produttori di farmaci generici, importatori ed esportatori paralleli, farmacie e grossisti farmaceutici che collaborano con la Commissione europea e le autorità nazionali competenti. A livello europeo è stata istituita l’organizzazione EMVO (European Medicines Verification Organisation), che rappresenta i portavoce dei cinque settori.

A partire dalla pubblicazione del regolamento delegato della Commissione 2016/161 del 2 ottobre 2015, sono state condotte trattative in merito alla struttura definitiva dell’organismo incaricato di gestire il sistema delle banche dati a livello nazionale. Il 5 luglio 2017 è stata costituita la fondazione KOWAL (Organizzazione nazionale per la verifica dell’autenticità dei medicinali). Il suo obiettivo principale è la creazione e l’implementazione di un sistema informatico per la verifica dell’autenticità dei medicinali. È stata costituita dalle quattro organizzazioni seguenti:

– Camera Farmaceutica Nazionale (NIA)

– Associazione polacca dei datori di lavoro dell’industria farmaceutica (PZPPF)

– Associazione dei datori di lavoro delle aziende farmaceutiche innovative INFARMA

– Associazione degli importatori paralleli di prodotti farmaceutici (SIRPL).

Il 9 febbraio 2018, con delibera del Consiglio di Amministrazione e del Consiglio, è stato selezionato il fornitore Blueprint per il sistema polacco di verifica dell’autenticità dei medicinali. Il fornitore prescelto è la società Arvato Systems GmbH.

Il presidente della NIA è membro del Consiglio della Fondazione KOWAL e il suo compito consiste nel partecipare al processo decisionale nei limiti previsti dallo statuto della fondazione. I rappresentanti della NIA coinvolti nelle attività della fondazione rappresentano i farmacisti e le farmacie e garantiscono l’attuazione più ottimale possibile delle nuove norme. L’Ordine Nazionale dei Farmacisti sta inoltre portando avanti iniziative volte a ridurre i costi legati all’acquisto di scanner 2D (a carico delle farmacie), nonché a integrare il sistema di database con i sistemi attualmente in uso nelle farmacie.

In linea generale, si può affermare che siano soggetti alla serializzazione i medicinali soggetti a prescrizione medica; tuttavia, ai sensi del regolamento delegato, esistono alcune eccezioni a tale principio. Tra i medicinali da banco (OTC), ai sensi dell’Allegato II del Regolamento delegato 2016/161, sono soggetti a serializzazione tutti i prodotti che contengono omeprazolo in dosi da 20 mg e 40 mg in qualsiasi forma (la cosiddetta «lista nera»). L’Allegato I del regolamento esenta dall’obbligo di serializzazione le seguenti gruppi di medicinali soggetti a prescrizione medica (la cosiddetta «lista bianca»): 

– medicinali omeopatici,

– generazione di isotopi radioattivi,

– set,

– precursori dei nuclidi radioattivi,

– medicinali per terapie avanzate contenenti tessuti o cellule o costituiti da essi,

– gas per uso medico,

– soluzioni per la nutrizione parenterale con codice anatomico-terapeutico-chimico (ATC) che inizia con B05BA, sotto forma di soluzioni per infusione,

– soluzioni che agiscono sull’equilibrio elettrolitico con codice ATC che inizia con B05BB, sotto forma di soluzioni per infusione,

– soluzioni che inducono osmosi diuretica con codice ATC che inizia con B05BC, sotto forma di soluzioni per infusione,

– soluzioni per via endovenosa a scopo ricostituente con codice ATC che inizia con B05X,

– solventi e diluenti, compresi i liquidi per irrigazione con codice ATC che inizia con V07AB,

– farmaci per la terapia con ombreggiatura il cui codice ATC inizia con V08,

– farmaci per le malattie allergiche con codice ATC che inizia con V04CL,

– estratti di allergeni con codice ATC che inizia con V01AA.

Da quando è stato emanato il regolamento delegato (CE) n. 2016/161, la NIA partecipa alle discussioni e alle consultazioni relative all’attuazione della serializzazione a livello di EMVO, PGEU, EAHP e della fondazione KOWAL. A seguito della firma del contratto con il fornitore del sistema per la nostra banca dati nazionale, nonché dopo lo svolgimento di una serie di workshop, è stata avviata una fase pilota volta a raccogliere informazioni relative all’attuazione e al funzionamento del sistema di serializzazione. La NIA invita tutti i farmacisti e i soggetti soggetti alle disposizioni della FMD in materia di funzionamento delle farmacie a contattare l’indirizzo: serializacja@nia.org.pl

Il Blueprint è il piano di implementazione raccomandato per il progetto di serializzazione, elaborato dall’EMVO (European Medicines Verification Organization). Esso contiene le specifiche della soluzione di database raccomandata, il cosiddetto URS (User Requirements System). Il Blueprint costituisce una linea guida in merito al modello di implementazione della soluzione in tutti i paesi che stanno introducendo l’FMD. È tuttavia opportuno tenere presente che, a causa delle specificità nazionali, potrebbero verificarsi delle deroghe rispetto a tale modello.

L’attuazione della direttiva costituisce un obbligo imposto dall’alto a cui sono soggetti tutti gli Stati membri dell’UE. Il modello e gli strumenti che ciascuno di essi utilizzerà a tal fine dipendono dall’ordinamento giuridico vigente nel rispettivo Paese. In Polonia, l’attuazione della direttiva FMD ha richiesto modifiche a numerosi atti normativi (la Legge sul diritto farmaceutico e i relativi regolamenti), che hanno portato all’attuazione delle disposizioni della FMD e del Regolamento delegato della Commissione 2016/161 del 2 ottobre 2015.

Ai sensi della Direttiva 2011/62/UE e del Regolamento delegato della Commissione 2016/161, i costi relativi alla creazione e alla gestione del sistema nazionale di banche dati, nonché al funzionamento della fondazione KOWAL, sono a carico dei titolari dell’autorizzazione all’immissione in commercio (MAH), ovvero delle aziende che fungono da soggetti responsabili. Ciononostante, le farmacie potrebbero essere costrette a sostenere i costi relativi all’adeguamento della propria infrastruttura tecnica ai requisiti previsti dagli atti delegati (ad esempio, l’adeguamento dei sistemi informatici o l’acquisto di scanner 2D). Le norme attualmente in vigore non prevedono l’obbligo per soggetti terzi di sostenere tali costi. Il fornitore di Blueprint, la società Arvato Systems GmbH, dopo aver firmato il contratto con la Fondazione KOWAL, ha tenuto a Varsavia seminari gratuiti in presenza rivolti agli specialisti IT degli Utenti Finali, ovvero farmacie e grossisti. I partecipanti hanno avuto la possibilità di testare le interfacce sotto la supervisione dei formatori e di porre domande in tempo reale. Hanno inoltre ricevuto materiale formativo che sarà disponibile in versione online. Le informazioni relative alla data e al luogo dei workshop sono state ampiamente diffuse sia dalla NIA che dalla Fondazione KOWAL.

Saranno disponibili per le persone incaricate di somministrare i farmaci ai pazienti.

Né il sistema europeo né quello nazionale di banche dati consentono di controllare e verificare l’intero percorso di un medicinale dal produttore al paziente. Nelle singole fasi di verifica, l’accesso ai dati è consentito esclusivamente al soggetto che li ha inseriti nel sistema o li ha elaborati (ad esempio, il produttore ha accesso esclusivamente ai dati relativi ai medicinali che ha verificato o ritirato dal sistema).

Il regolamento delegato non prevede compensi per alcun operatore della catena di distribuzione.

Né la direttiva 2011/62/UE né il regolamento delegato 2016/161 limitano il diritto di restituzione dei prodotti soggetti a serializzazione ai grossisti. Alla luce di quanto sopra, è possibile svolgere attività di questo tipo secondo le norme attualmente in vigore, in conformità con le disposizioni di legge e con i contratti stipulati. Eventuali limitazioni possono riguardare esclusivamente i soggetti di cui all’articolo 23 del regolamento, qualora al grossista venga trasferito l’obbligo di ritirare dalla banca dati un prodotto soggetto a serializzazione. In tale situazione si applica il termine di 10 giorni da noi descritto in precedenza.

L’obiettivo primario della FMD è quello di tutelare la vita e la salute dei pazienti, e l’attuazione delle linee guida dovrebbe avere un impatto il più possibile limitato sui processi operativi attualmente in vigore nelle farmacie e nelle strutture sanitarie. I medicinali che, allo stato attuale, vengono suddivisi in porzioni prima della somministrazione al paziente in ragione del loro utilizzo, potranno continuare a essere distribuiti in tale forma. L’articolo 28 del regolamento prevede che secondo cui i medicinali provenienti da un’unica confezione e somministrati a più pazienti sono soggetti alla verifica del dispositivo antiapertura (ATD), e l’eventuale ritiro dal sistema (se necessario) dovrebbe avvenire al momento della prima apertura della confezione.

Tutte le persone autorizzate o incaricate a dispensare ai pazienti medicinali soggetti a serializzazione hanno l’obbligo di verificare e cancellare i codici dalla banca dati. Sono quindi soggetti a tale obbligo i farmacisti (nelle farmacie al pubblico e in quelle ospedaliere), i reparti farmaceutici, i grossisti, nonché i soggetti di cui all’articolo 23 del Regolamento delegato 2016/161. La verifica dell’autenticità dei medicinali è obbligatoria nelle singole fasi della catena di distribuzione, quando il prodotto cambia fisicamente proprietario o luogo di conservazione. La catena di distribuzione dei medicinali presenta caratteristiche specifiche; per questo motivo sono state previste deroghe all’obbligo di verifica dei medicinali: tali disposizioni sono contenute negli articoli 21 e 26 del regolamento. Il legislatore europeo non ha indicato il momento esatto in cui un medicinale debba essere rimosso dalla banca dati. In linea di principio, tuttavia, è opportuno che il medicinale venga rimosso prima che giunga al paziente.

In che modo possiamo aiutarLa nel processo di serializzazione?

Forniamo servizi in ogni fase del processo di serializzazione dei farmaci:

Registrazione e serializzazione

Registrazione e serializzazione

Aiutiamo i nostri clienti ad accedere ai sistemi nazionali (registrazione delle aziende e dei prodotti presso NMVO ed EMVO) e forniamo inoltre un sostegno attivo alla verifica dei medicinali dal punto di vista informatico.

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Implementazione di sistemi informatici nel campo della serializzazione

Implementazione di sistemi informatici nel campo della serializzazione

Offriamo una vasta gamma di servizi relativi all’implementazione di sistemi informatici per la serializzazione dei farmaci, a partire dall’assistenza nella scelta del sistema, passando per l’implementazione a tutti i livelli (L1-L5), fino all’integrazione con sistemi esterni.

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Gestione dei sistemi di serializzazione

Gestione dei sistemi di serializzazione

Ci occupiamo della gestione dei sistemi di serializzazione, degli accessi degli utenti, dei dati master (MD), nonché dei report e degli avvisi di verifica.

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Convalida e riconvalida dei sistemi di serializzazione

Convalida e riconvalida dei sistemi di serializzazione

Effettuiamo la convalida dei sistemi di serializzazione, nonché la riconvalida continua necessaria in caso di modifiche o aggiornamenti del sistema (in conformità con le buone pratiche di fabbricazione, GMP). Forniamo assistenza ai clienti in occasione di audit interni ed esterni.

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Assistenza al cliente in materia di serializzazione

Assistenza al cliente in materia di serializzazione

Forniamo ai nostri clienti un servizio di assistenza di primo livello (helpdesk). Gli orari, le lingue e l’ambito dell’assistenza vengono concordati direttamente con i clienti. Offriamo questo servizio anche alle aziende per le quali non abbiamo effettuato l’implementazione.

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Gestione della serializzazione nella catena di approvvigionamento

Gestione della serializzazione nella catena di approvvigionamento

Possiamo condurre trattative per conto del cliente con i suoi contraenti, i partner della catena di fornitura o le organizzazioni nazionali. Supportiamo i nostri clienti non solo con la nostra competenza settoriale, ma anche con la nostra conoscenza delle lingue.

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